Osservatorio Innovazione: l’analisi di partenza

Venerdì 25 Ottobre 2019, nell’ambito del Digital Meet, presso l’ Aula Nievo del Bo, il professor Menegatti (Dipartimento ingegneria dell’Informazione di UNIPD) e il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Padova, con altri ospiti, hanno parlato di Industria 4.0 (la quarta rivoluzione Industriale) e robotica.
Hanno abbozzato lo scenario di un futuro assai prossimo: in cinque anni spariranno, nel mondo, decine di milioni di posti di lavoro ma ne compariranno di nuovi, alcuni ancora da inventare. Per questo motivo, si è detto, è necessario formare sempre più velocemente i giovani a nuove competenze. Nei prossimi dieci anni l’intelligenza artificiale, che potrà essere commercializzata grazie alla Banda Ultra Larga 5G, varrà il 13 % del nostro PIL, a patto che si sappia cogliere la sfida. Le Università Italiane, grazie ai progetti da loro proposti nell’ambito della robotica, sono riuscite ad avere per queste ricerche più soldi dall’Europa di quelli che l’Italia versa all’Europa (in percentuale sul bilancio comunitario). Lo sviluppo della Robotica e dell’Intelligenza artificiale porteranno non solo una rivoluzione tecnologica ma una vera rivoluzione culturale.
Sorgono alcune domande: i licei Classici e Scientifici saranno in grado di formare adeguatamente gli studenti o rischiano di scomparire a favore di un nuovo ITIS? La tecnologia spersonalizzerà le professioni? Pensiamo di no, ma solamente se si saprà coniugare il sapere classico con quello tecnologico, se sarà sempre l’uomo posto al centro del suo mondo, con la sua ragione critica e nel rispetto dell’ambiente  in cui vive. Se questa rivoluzione è ormai ineluttabile e determinante lo sviluppo economico del paese, non potrà esserci contrapposizione o resistenza al cambiamento: I due mondi dovranno necessariamente integrarsi e valorizzarsi a vicenda. La nostra scuola, che coniuga gli studi classici con quelli scientifici e tecnologici, ha un ruolo cruciale e di grande importanza nel cambiamento che si va prospettando, a patto che si metta in gioco e non si trinceri dietro a timori o resistenze. La formazione dei nostri ragazzi nelle competenze digitali come nelle discipline scientifiche e tecnologiche  è fondamentale perché essi non si trovino ad avere un ruolo passivo di meri consumatori di fronte alle nuove tecnologie, ma sappiano imparare a conoscerle, utilizzarle e anche svilupparne di nuove.
Qualsiasi professione andranno ad intraprendere, sia che si tratti di impieghi in area STEM (Scienza, Tecnologia e Matematica), sia che lavorino nell’arte o nelle altre discipline umanistiche, saranno per loro uno strumento utile e spesso necessario.
Marta Gheno e Stefano Turon
Osservatorio Innovazione del Comitato Genitori.