Seleziona una pagina

Carissimi genitori del comitato, carissimi genitori tutti .
Approfitto di un articolo che il professor Aduso, con la consueta solerzia, mi ha spedito poco fa, per rispondere indirettamente, o meglio, per commentare, la pagina del genitore che ha scritto sulle meraviglie della scuola tecnologica. Immagino che la sua voce interpreti il pensiero di molti genitori che in questi giorni si stanno interrogando sulla didattica a distanza e sulle opportunità che suo tramite, e nonostante tutto, abbiamo offerto ai loro figli. Siamo tutti orgogliosi di loro come io sono orgogliosa degli insegnanti del Fermi, del lavoro che non si ferma nemmeno adesso che la stanchezza si fa veramente sentire, così come si fa sentire anche l’incertezza, l’assenza di qualsiasi scenario definito a norma di legge, unico baluardo sul quale possiamo e dobbiamo basare le prassi per un presumibile e auspicato rientro.
Tutto bene, fin qui salvi per aver abbracciato questo salvagente tecnologico, in mancanza del quale saremmo forse affogati, noi della scuola con i nostri studenti.
Veramente, però, i saperi profondi sono altro.
Rispetto alla didattica a distanza, sono altro, anzi senza la relazione, sono nulla. Relazione vuol dire fisicità, prossimità, essere insieme in un unico spazio fisico, l’aula, che contenendo relazioni, diventa una classe.
Nessuna tecnologia, senza il genio, l’errore, la banale normalità dell’uomo che la utilizza, può insegnare nulla. Addestrare, forse, dare istruzioni, compiti, perfino prove d’esame.
Insegnare, quello proprio no.
Con stima, un saluto a voi tutti

Alberta Angelini ds

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: