Quale Scuola? Saranno i ragazzi a cambiare il loro mondo

di Redazione

Occupandomi di innovazione(per lavoro) ed occupandomi di scuola , perchè ritengo che ogni genitore/cittadino lo dovrebbe fare, credo di poter affermare con ragionevole certezza che i due argomenti sono strettamente connessi, non ci sarà il cambiamento se la scuola non sarà il cambiamento.

Dopo  il Novecento , secolo di profondità, gerarchie tradizionali e idealismo capace però di così tanto orrore, credo che le nuove generazioni lavoreranno per cambiare il mondo in nome di nuove priorità. Ma in che direzione? Con quali modalità?

Una direzione per il futuro, noi genitori , la scuola, le istituzioni, insomma tutti i protagonisti non studenti, dovremo pur immaginarla. Il cambio di impostazione, in parte, è già avvenuto: la tecnologia, ha radicalmente cambiato la cultura negli ultimi decenni. La conoscenza si diffonde con logiche nuove rispetto al modo in cui l’aveva fatto per secoli , qui dentro , in questa nuova modalità, c’è il  nuovo codice genetico di ogni innovazione (anche traumatica).

Quando i ragazzi nati nei primi anni 2000,quelli che già da piccolissimi hanno visto uno smartphone, arriveranno all’università e successivamente al potere (banale definizione di status decisionale) decideranno loro quanta natura, quanta artificialità e quanta etica impiegare. Una cosa è certa quelli che oggi fanno più o meno la terza media, la prima cosa che faranno sarà cambiare la scuola. Perchè sono i primi che hanno sentito cosa significa frequentare una scuola completamente novecentesca mentre vivi già in un altro mondo. E non vorranno che ciò si ripeta per i loro figli.

Per i tanti che in passato o adesso intervengono sulla forma della scuola (digitale, tradizionale o altro), quindi, l’unico intento serio è scongiurare il pericolo che la collettività si occupi di perseverare in formule o inventarne altre di falsamente nuove, ancorate al ieri, legate all’oggi e incuranti del domani. Saranno i ragazzi di oggi a cambiare la scuola per i ragazzi di domani.

 

Renato Cappon

Responsabile Comunicazione