La partecipazione cambia, serve un cambio di passo

Oggi la mobilitazione delle persone avviene su singole istanze, magari anche limitate nel tempo, sicuramente meno ideologicizzate: la questione ambientale del proprio quartiere o al più della città; la raccolta di alimenti o di denaro per le famiglie con problemi, i volontari nei terremoti, oltre a quelli della Protezione Civile) e , come nel nostro caso, la scuola.

Iniziative mirate, concrete, dove chi partecipa può misurare tangibilmente gli effetti del proprio impegno. È una partecipazione pragmatica dove contano le dimensioni relazionali, il contatto e il confronto con le altre persone, l’utilizzo puntuale e ragionato delle nuove tecnologie  e l’intervento materiale.

Il brulichio delle iniziative e della quantità di persone che vi partecipano, raccontano dell’esistenza di un sostrato partecipativo diffuso. Di un radicamento associativo sui territori e sulle questioni concrete che si è spostato dal piano della partecipazione ideologica a quella pragmatica. In ogni caso, generatrice di valori e di identificazioni.

Favorire questo tipo di coinvolgimento è l’impegno preciso che il Comitato Genitori dovrà assumersi per i prossimi anni.

Renato Cappon

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *