Anagrafe edilizia scolastica, il punto su scala nazionale

IL PUNTO A FINE 2016

Quer pasticciaccio brutto de l’edilizia scolastica, avrebbe titolato Gadda, uno degli scrittori che sui banchi di scuola ci passa spesso. Nel cuore dell’estate del 2015 il ministero dell’Istruzione (Miur) ha presentato l’anagrafe dell’Edilizia scolastica, un documento atteso per 20 anni, ovvero da quando è stata varata la legge 23/1996.

Il 55% delle strutture scolastiche è stato costruito prima del 1976, anno in cui sono diventate effettive le norme sul certificato di agibilità. L’8% degli istituti scolastici (1 su 12) è stato costruito oltre un secolo fa e in 14 casi su 100 non ci sono informazioni sulle date di edificazione perché chi le gestisce non ha comunicato tutti i dati.

 La Stampa,  ha stimato in 13 miliardi di euro la cifra necessaria per mettere a norma gli edifici scolastici italiani, sottolineando che una scuola su tre si trova in zone a rischio di terremoti e che solo l’8% è costruito nel rispetto delle norme antisismiche. Nei piani de La buona scuola sono previsti investimenti per 3 miliardi di euro fino al 2020, una cifra ben al di sotto di quella necessaria.
 A tale proposito i dirigenti scolastici devono fare redigere un documento di valutazione dei rischi e un piano di emergenza, compito assolto solo parzialmente, anche nelle zone colpite dai terremoti più recenti.
IL PIANO SICUREZZA DEL NOSTRO ISTITUTO

 

fonte dati  dati su wired.it

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